La storia dell'Aula Magna

SETTECENTO
La chiesa, al tempo già dotata di un vestibolo, era compresa nella struttura d’un monastero benedettino.
Nel 1741 la decorazione è stata interamente rifatta e le scelte iconografiche rimandano alle figure archetipiche dell’ordine (San Benedetto, Santa Scolastica), alla conversione e ai benefici che l’uomo deve trarre dall’Eucarestia, espressi dalle Virtù.
Del precedente stile, purtroppo, non si hanno notizie.
L’esecuzione dei dipinti fu affidata ai pittori bolognesi Francesco Monti e Giovanni Zanardi, figurista l’uno e quadraturista l’altro, che a Brescia hanno decorato, insieme, anche la chiesa della Pace.
Le strutture marmoree degli altari, oggi completamente perdute insieme agli arredi del monastero, sembrano essere ancora presenti alla fine dell’Ottocento come risulta da stime risalenti al 1804.



OTTOCENTO
Il 27 giugno 1797 il monastero venne soppresso e diventò proprietà del Demanio che lo utilizzò come ospizio per le religiose, più che come vero e proprio convento. Da un atto di vendita a privati del 1812 risulta che nel convento erano presenti Monache Terziarie Minime di San Francesco.
Dopo la cacciata Austriaca, i gesuiti riuscirono a rientrare in possesso dello stabile.
La chiesa con abside era dotata di sacrestia, oggi non più esistente.
Da altre stime risalenti sempre agli anni ’40 risulta che l’area dell’ex chiesa era suddivisa in porzioni destinate ad una scuola per sordo-muti.
Presso l’Archivio di Stato sono conservati dei rilievi datati 1879 (schizzi a mano libera, non in scala, con trascrizione di misure) certamente realizzati per redigere un progetto di riorganizzazione dell’edificio in funzione della nuova destinazione d’uso: quello di Scuola Normale Femminile



NOVECENTO
Nell’Annuario del Gambara pubblicato nel 1960: “… scoppiò la prima guerra mondiale. Il locale fu dato ai bombardieri. La scuola andò in frammenti; subì undici traslochi; fu divisa in cinque edifici”.
Nel primo Dopoguerra, però, e precisamente nel 1921, si intraprendono nuovi lavori edili che prevedono il prolungamento di un’ala dell’edificio.
Il nuovo corpo architettonico divide in due il grande cortile che acquista un aspetto più razionale e regolare.
Il corpus architettonico della chiesa rimane pressoché invariato.






Liceo Veronica Gambara
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